28/11/2011
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO
9.30-18.00
GLI SCAVI ARCHEOLOGICI DELL'UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO - BILANCIO DI UN DECENNIO DI RICERCHE
02/10/2011
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La casa di Venzal
24 e 25 settembre 2011
Bagnolo San Vito
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L’abitato etrusco del Forcello

Il Forcello di Bagnolo S.Vito è il principale abitato etrusco-padano di VI-V secolo a.C. finora conosciuto in Lombardia, nonché il più settentrionale dell’area di espansione etrusca a nord del Po in età arcaica. Le indagini finora condotte fanno risalire la sua fondazione a poco dopo la metà del VI secolo a.C., mentre il definitivo abbandono si colloca agli inizi del IV secolo a.C., in probabile concomitanza con le invasioni galliche dell’Italia settentrionale (388 a.C.).

La localizzazione: una scelta importante e consapevole

Il sito del Forcello è collocato pochi chilometri a sud-ovest di Mantova, in corrispondenza di un dosso di modesta entità (16,6 m slm) e di forma allungata, che si estende per circa un chilometro in direzione N-NW S-SE, situato fra il paleoterrazzo del Mincio ad ovest e le bassure della valle fluviale ad est.

Alla luce di questi dati emerge che il Forcello sorgeva su un’isola, o più probabilmente una penisola, circondata dalle acque del Mincio: situazione ideale per sfruttare questa importante risorsa come elemento di difesa e come via di comunicazione e di traffici.
L’abitato, che doveva estendersi su una superficie di circa 12 ettari, si sviluppava su un’area di forma triangolare, con il vertice a sud-est, presso la corte Berla, e la base a nord-ovest, verso Pietole Virgilio.
Le ricerche condotte in estensione su quest’area hanno evidenziato che il dosso su cui sorgeva è di origine prevalentemente artificiale, formatosi dall’accumulo degli strati antropici prodotti dall’alternarsi delle fasi di vita e di degrado dell’abitato. L’ubicazione e l’abbondanza di materiali di importazione rinvenuti al Forcello lo caratterizzano come un emporio commerciale di notevole importanza per Etruschi, Greci e popolazioni alpine e transalpine. Esso doveva rappresentare un punto di confluenza nodale per i traffici provenienti sia dai centri portuali adriatici di Spina e di Adria sia da altri centri dell’Etruria padana come Bologna e Marzabotto; ma era anche punto di partenza di quella via che, passando dalla valle del Mincio, da Brescia e da Bergamo, conduceva infine a Como, il centro principale della cultura di Golasecca durante il V secolo a.C. Le popolazioni golasecchiane, infatti, detenevano il controllo di alcuni dei più importanti passi alpini, come quello del San Bernardino, e, favoriti dalla loro origine celtica e dalla conoscenza dell’ambiente montano, mantenevano i contatti con i Celti d’oltralpe.

Storia di una scoperta

La presenza di un abitato etrusco di tale importanza nel territorio di Bagnolo S.Vito è rimasta ignorata per tutto il XIX e parte del XX secolo; poche e occasionali sono le citazioni nelle pubblicazioni archeologiche di ambito locale, tuttavia il sito rimase sconosciuto alla comunità scientifica.
Le prime segnalazioni della presenza di materiali archeologici nelle campagne di Bagnolo S.Vito si devono a studiosi locali della fine dell’Ottocento, Portioli e Paglia, i quali documentarono l’affioramento di frammenti di oggetti antichi in seguito al passaggio degli aratri dei contadini e si limitarono ad annotarne i primi ritrovamenti. La vera e propria scoperta è attribuibile invece ad alcuni appassionati locali, Dino Zanoni di Mantova, Amilcare Riccò di Bagnolo S.Vito e Gualberto Storti di Pietole che, durante gli anni ‘60 e ’70, in seguito ai lavori di aratura effettuati sempre più in profondità, raccolsero un buon numero di materiali in superficie e segnalarono la presenza del sito alla Soprintendenza Archeologica della Lombardia.
I primi sopralluoghi e le ricerche preliminari ebbero inizio nel 1980, portando a ritrovamenti di tale importanza che spinsero la Soprintendenza ad intervenire con indagini più approfondite. Dal 1981 ad oggi sono state condotte 18 campagne di scavo dirette da Raffaele C. de Marinis, dapprima come Soprintendenza Archeologica della Lombardia e dal 1988 come cattedra di Preistoria e Protostoria dell’Università degli Studi di Milano. Le ricerche si sono avvalse della collaborazione delle Civiche Raccolte Archeologiche di Milano dal 1987 al 1993 (Patrizia Frontini) e del Civico Museo Archeologico di Bergamo dal 1990 ad oggi (Stefania Casini). Tra il 1982 e il 1993 gli scavi sono stati condotti con la partecipazione della Cooperativa Ricerche Archeologiche di Trento (CO.R.A.).



Parco Archeologico del Forcello, SS 413 Via Valle, San Biagio di Bagnolo San Vito, Mantova
Info e prenotazioni Pro loco 348.0394636
Comune di Bagnolo San Vito tel. 0376.413317 - fax 0376.252422
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