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Gli Etruschi dentro e fuori l’Etruria

Gli Etruschi sono una popolazione dalle caratteristiche culturali e linguistiche ben definite - e oggi in buona parte ricostruibili grazie a fonti storiche, epigrafiche e archeologiche -, che si sviluppa in Italia in un periodo compreso fra il IX ed il I secolo a.C.

Chiamati Tyrrhenoi o Tyrsenoi dai Greci, Etrusci o Tusci dai Romani, Turskus in lingua umbra, ma nella loro lingua Rasenna, fin dai primi anni del loro sviluppo assunsero un ruolo di notevole importanza non solo nel quadro delle culture dell’Italia nell’età del Ferro, ma anche nella complessa rete di rapporti che univa il mondo mediterraneo a quello centro europeo.

Gli Etruschi: origine e sviluppo

L’origine di questo popolo è stata ed è largamente dibattuta. Le fonti antiche (per esempio Erodoto ed Ellanico) e alcuni studiosi moderni ipotizzano che si tratti di una popolazione giunta da altri territori, in particolare dall’area Egea, probabilmente sotto la guida di un capo ed alla ricerca di nuove terre da colonizzare. Altri (Dionigi di Alicarnasso) sostengono invece l’origine autoctona. L’argomentazione più verosimile ed accreditata, tuttavia, è quella per cui non si debba parlare di origine ma di processo di formazione di un nuovo popolo, generatosi dallo sviluppo di componenti etniche e culturali indigene, ed eventualmente anche sotto la spinta di fattori culturali provenienti dall’esterno. Il territorio in cui questa civiltà è fiorita, l’Etruria propria, si può far corrispondere alla settima regione della divisione amministrativa operata da Augusto nel 7 a.C., ovvero ai territori dell’attuale Toscana, Umbria occidentale e Lazio settentrionale, compresi fra le coste tirreniche a Ovest, il corso dell’Arno e i primi rilievi dell’Appennino tosco-emiliano a nord ed il corso del Tevere ad est e a sud. Lo sviluppo culturale degli Etruschi ha inizio con una fase formativa dai caratteri più propriamente protostorici, la quale viene definita Villanoviano dal nome del sito nei pressi di Bologna che ha restituito la prima necropoli con tali elementi distintivi.Nell’Etruria propria questa fase si pone in continuità con gli aspetti finali della precedente cultura dell’età del Bronzo. I momenti successivi che scandiscono la complessa storia di questa civiltà, invece, sono fortemente influenzati dai contatti con il mondo greco e orientale: dalle prime relazioni con l’Eubea all’introduzione della scrittura; dalla diffusione della moda orientalizzante, che investe gran parte del Mediterraneo, ai traffici con Corinzi e Focei, fino alla nascita delle prime città. Dal VI secolo a.C. circa, inoltre, inizia l’interazione con la città di Roma: fra i primi re romani se ne annoverano alcuni di origini etrusche e numerosi sono i contatti e gli scontri fra le città etrusche e l’Urbe. Dal V e IV secolo a.C., infine, le città etrusche, fiaccate dalle sconfitte subite per mare dalle flotte siracusane e per terra dalla nascente potenza di Roma, nonché dalle scorribande dei primi gruppi celtici che invasero l’Italia nel 388 a.C., andarono incontro a un lento declino che sfocerà nella sottomissione a Roma. Il processo di romanizzazione culminerà dopo numerosi scontri e dopo la deduzione delle prime colonie romane in terra etrusca, nel I secolo a.C., quando una legge sancirà la parificazione giuridica degli italici ai cittadini romani con pieni diritti. Le fonti letterarie e storiografiche, non senza una certa esagerazione, ci parlano di un vero e proprio impero etrusco, che si estendeva dalle Alpi allo stretto di Messina. Benché questa non sia la reale situazione, è archeologicamente attestato, invece, che in momenti diversi e con diverse modalità gli Etruschi si insediarono anche in altre aree della penisola: in Campania, nella pianura padana, nel riminese con l’importante centro di Verucchio, nelle Marche con il centro di Fermo.

Dall’Etruria al Forcello

In questo ampio quadro storico caratterizzato dallo spostamento di mercanti e di interi gruppi umani, che diffondono al contempo prodotti, oggetti d’artigianato ma soprattutto le loro culture e tradizioni, si colloca dunque il centro etrusco del Forcello
Questo, con il suo impianto urbano ortogonale, indizio di una fondazione nuova, sorge alla confluenza di due importanti direttrici di traffico: la via di terra che partendo dalle città dell’Etruria interna, attraversava l’Appennino e i centri di Marzabotto e Bologna; la via marittima adriatica che giungendo dall’Egeo, sfruttava gli scali portuali di Adria e Spina, per poi proseguire attraverso i percorsi fluviali fino al cuore della pianura padana.

Al Forcello si affiancano, infine, numerose testimonianze di frequentazioni etrusche nel Mantovano, ed in particolare nella stessa città di Mantova, il cui rapporto con questo centro rimane tuttora di difficile comprensione.

 



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